Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

sabato 6 novembre 2010

È QUESTIONE DI ATTEGGIAMENTO

Girovagando nel mio nuovo quartiere londinese, ho trovato una struttura comunale che organizza attività per genitori e bimbi.
Nella piccola brochure noto subito un'attività che mi avrebbe fatto molto comodo qualche mese fa:
- Ti senti sopraffatta dal tuo nuovo ruolo di mamma?
- Piangi più spesso di quanto saresti disposta ad ammettere?
- Fai fatica a dormire o ti svegli spesso più stanca?
- Semplicemente non ti senti più te stessa?
E' difficile per te spiegare come ti senti, perché le persone che hai vicino si aspettano che tu sia felice, ora che il tuo bimbo è nato. Tu vuoi essere felice, ma ti sembra di non farcela.
Vieni e unisciti a questo gruppo di supporto, per scoprire che non sei sola e che esiste una via d'uscita.
Prima che Q nascesse mi sentivo "abbastanza" mentalmente preparata alla fatica fisica, alle levatacce, alla stanchezza. Ma non immaginavo lontanamente che la vera fatica non sarebbe stata fisica bensì emotiva.

Fatica ad accettare.
Fatica ad accogliere.
Fatica ad amare.

Per nulla aiutata dal corso pre-parto, in cui ci avevano parlato invece di "amore a prima vista", di "guardarlo per la prima volta negli occhi e innamorarti", mi sentivo terribilmente sola e sbagliata.
Perché "le persone che hai vicino si aspettano che tu sia felice" e tu non hai il coraggio di dire che stai male, che non sai chi è questo bambino e che non sai se lo ami, anzi a volte pensi addirittura di volergli male.

Lui che ti ha sconvolto la vita.
Lui che non ti permette più di essere te stessa.

Ora, con il senno di poi, mi rendo conto che è durato poco, forse il primo mese o poco più, e quando ci penso mi capita di sorridere, perché ha assunto un fascino quasi folkloristico (!), ma mentre lo vivevo lo percepivo come uno stato di crisi irreversibile!
Uno stato di crisi che si auto-alimentava continuamente: pensieri negativi-senso di colpa-lacrime-pensieri negativi-senso di colpa-ecc.-ecc.-ecc.

Poi un giorno accendo la radio e colgo al volo una frase che mi ha cambiata:

Se le cose intorno a te non vanno come vorresti,
c'è una cosa sola che puoi cambiare:
te stesso.

Erano tante le cose che non mi andavano ma che non potevo cambiare. Non potevo cambiare il fatto di essere diventata mamma e non potevo certo cambiare Q, ma potevo cambiare qualcosa di me. Il mio modo di stare con lui, il mio modo di accudirlo, la percezione di me e dei miei cambiamenti.

Come direbbe (e tante volte mi ha detto) il mio amore D: è questione di atteggiamento. La stessa oggettiva realtà può assumere colori totalmente diversi, a seconda di come noi ci approcciamo ad essa.

Volevo assolutamente imparare ad amarlo e, iniziando dalle piccole cose, è stato semplice arrivare ad accettare, accogliere, amare questo bambino che mi è stato donato. Se non potevo percepire l'amore istintivo di cui tanto mi avevano parlato, potevo però riempire d'amore ogni gesto. Ho scoperto la bellezza di prendermi cura di lui, di accudirlo, di toccarlo, lavarlo, mettergli la crema. Ho iniziato a gustare l'intimità delle poppate notturne, ad apprezzare ogni momento con lui. Ho iniziato a guardarlo senza avere paura di lui o di me.
E il mio amore cresceva ad ogni cambio di pannolino.

Vorrei conservare per sempre nella mia mente e nel mio cuore la consapevolezza che ho raggiunto in quella fase, per poterne ancora gustare i frutti quando Q crescerà e, magari, mi complicherà la vita, quando inizierà a fare mille capricci o non vorrà studiare. Ogni volta che penserò che è fatica amare, vorrei ricordare che amare non è sempre semplice né spontaneo. Amare è una scelta, una possibilità. Si ama perché si vuole amare e perché lo si vuole con tutte le proprie forze.

L'amore consiste, non nel sentire che si ama,
ma nel voler amare:
quando si vuole amare, sia ama;
quando si vuole amare al di sopra di tutto, si ama al di sopra di tutto.
Charles de Foucauld


Questo post partecipa al

6 commenti:

  1. Che post meraviglioso!
    Io non ho mai provato questa sensazione, devo dire di aver amato Filippo dal primo istante e sempre da allora, ma i momenti no, i momenti in cui ti senti inadeguata, ci sono stati eccome.
    Bellissimo il tuo percorso.

    RispondiElimina
  2. Partecipo al blogstorming per la prima volta e devo dire che lo trovo un modo per confrontare le proprie esperienze con quelle degli altri. Ora, per esempio leggendo il tuo post mi sono riconosciuta in tante cose e nel percorso che stai compiendo. A presto...

    RispondiElimina
  3. adoro questo post!

    RispondiElimina
  4. Quando ho partecipato al corso post-parto, a pochi mesi dalla nascita di Q, con alcune mamme ci eravamo confidate questo stesso stato d'animo, che tutte avevamo però vissuto in silenzio. Ecco, è anche per questo che l'ho scritto, perché è una cosa che capita anche ad altre (non a tutte, MammaMoglieDonna, evidentemente!) e non bisogna sentirsi sbagliate.
    Amare i nostri bimbi è la cosa più bella del mondo, qualsiasi sia il modo in cui arriviamo a conquistarlo questo amore :)

    RispondiElimina
  5. Questo post è davvero bello. Intimista e sincero!!!
    E soprattutto...avanti!!!

    RispondiElimina
  6. Grazie bismama :) Un complimento da te vale doppio!

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.