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giovedì 28 aprile 2011

MADRELINGUA


Ho capito perché la principale lingua che parliamo si chiama madrelingua.

Ora che vivo all’estero, immersa in una lingua che sento così estranea, lo capisco davvero. La lingua che mi appartiene è come una mamma.

Una mamma che mi comprende e che comprendo. Che mi dà sicurezza. Quanto è diverso, invece, il senso di inadeguatezza che mi dà l’inglese.

Una mamma tra le cui braccia ci si sente sempre a casa, non importa quanto lontani si è dalla casa vera.

Una mamma con cui non è difficile spiegarsi e farsi capire: con la mia lingua riesco sempre a dar voce ai miei pensieri, senza timore di essere fraintesa, senza incomprensioni.

Una mamma che si riconosce da lontano: quanto spesso mi capita di sentir parlare la mia lingua per strada, in mezzo a tante persone, e subito coglierla, girarmi a guardare e ritrovarmi a sorridere.

Una mamma che si ama, e che forse si apprezza ancor di più quando ci si allontana.

Una mamma che rimane nel cuore.

giovedì 21 aprile 2011

THANK YOUUUUUU

Q era piccino e già mi stupivo del suo "bilinguismo".
E lo stupore non accenna a diminuire...

Come vi avevo anticipato, da qualche giorno c'è una nuova parola nel vocabolario di Q: thank you, che lui dice più o meno così: "chiùùùùùù".
Per noi è stato davvero una sorpresa, perché con lui parliamo esclusivamente italiano (da mesi, ormai, ho abbandonato il progetto di leggergli i libretti in inglese, mi risulta troppo innaturale) e dato che non frequenta asili nido o altri ambienti per molte ore al giorno, l'italiano è senz'ombra di dubbio la lingua a cui è più esposto.

Eppure, io gli parlo e cerco di insegnargli a dire "grazie": qualche volta lui dice "tie", qualche volta gli è sfuggito pure un "zie"... e poi un giorno se ne esce con thank you....! E' vero che quando siamo in giro a play group o con amici anglofoni, ci sente parlare in inglese. E' vero anche che per un lungo periodo ha avuto la compagnia di Judy Poppins per una sera alla settimana.

Ma è comunque impressionante quanto velocemente stia assorbendo la lingua, pur essendone esposto relativamente poco.
E' ancor più impressionante che lui abbia perfettamente compreso che "grazie" e "thank you" hanno lo stesso significato: se io gli dico; "Q, dì grazie", lui educatamente risponde: "chiùùùù"!

E io me lo mangerei!

martedì 25 gennaio 2011

BILINGUISMO ESTREMO

Oggi ad un playgroup assisto involontariamente a un dialogo tra due mamme, una spagnola e l'altra italo-tedesca. Entrambe parlano ovviamente l'inglese, ma anche anche l'italiano.

Solo che, a quanto pare, sono un po' indecise...

lunedì 22 novembre 2010

BILINGUE PER DAVVERO?

Primo giorno di influenza, da soli a casa... bye bye! Un giorno è andato! E non è stato poi così male, abbiamo giocato, ascoltato musica, cantato canzoncine, ci siamo fatti una mega seduta di lettura libretti!
Q accoccolato vicino a me, la pila di libretti vicini, e lui che non si stancava mai di ripetere questo gioco: ogni volta che giravo una pagina per leggere la successiva lui interveniva e chiudeva il libretto, dicendo "bye".
Eh già, perché io ho un bambino bilingue!!!

Dal momento che siamo a Londra ci è subito venuto in mente di crescere un cucciolo bilingue!
Sarebbe bello, no? Certo, ci rendiamo conto che è piccolo, ancora non sa l'italiano, come possiamo pensare che possa capire o imparare qualcosa di inglese? Facciamo comunque una pianificazione a lungo termine, con i consigli di Letizia, pensando che nel tempo sicuramente qualche risultato ci sarà.

Decidiamo che tra noi e con lui si parla sempre solo in italiano (e grazie.... non avrei avuto molte alternative, io...), e cercheremo di trovare alcuni contesti in cui inserire l'inglese: con la babysitter madrelingua, innanzitutto, e con la lettura di libricini che sto comprando solo rigorosamente in inglese.
Non speravo davvero di vedere qualche risultato, tenendo conto che la babysitter viene qui che praticamente è quasi ora di nanna e i libretti... insomma, non sono una brava english reader...

Ma qualche settimana fa Q ci ha davvero stupiti! Eravamo ad un playgroup e quando è arrivata l'ora di andare via l'educatrice ha detto "bye bye". Non ci crederete: Q ha iniziato a fare ciao-ciao con la manina!
Ha capito che vuol dire "ciao"! Incredibile!
E come se non bastasse da ieri ha iniziato anche a dirlo... "bai" (qualche volta gli esce "tai" ma noi non siamo pignoli sulla pronuncia!).
E quindi la terza parola pronunciata da mio figlio, dopo "mama" e "papà" è una parola inglese!

E' bilingue per davvero!!!!!!!!

Ed è quindi con tutto questo entusiasmo che partecipo (e spero di vincere) al giveaway di bilinguepergioco!

giovedì 18 novembre 2010

THOMAS

Thomas è una locomotiva.
Lo conoscete?
Mia sorella mi dice che qualche volta si è vista anche in Italia, ma io proprio non avevo mai sentito parlare di questo personaggio prima di sbarcare in UK.

Si perché qui Thomas è conosciuto da tutti i bambini!
E si può trovare ogni sorta di gadget marcato Thomas. Oltre a libri, cartoni e giocattoli ho visto in giro zainetti, borse, maglie, poster, scatole per i giochi (e l'abbiamo comprata!), lampade da camera, tappeti.... e chi più ne ha più ne metta! Ci sono addirittura i parchi a tema!

Thomas è destinato a diventare uno dei personaggi preferiti anche da Q.
Si, perché qualche tempo fa, avendo deciso che era arrivato il momento di comprargli qualche libretto, ne ho scelto uno proprio su di lui.
Non conoscevo Thomas, ma questo libro mi è subito sembrato particolarmente adatto, perché Q non è un bambino tanto calmo, uno di quelli che se ne stanno pacifici a giocherellare da seduti.
Lui deve arrampicarsi, scalare, lanciare, gattonare a tutta velocità.
Per questo ho pensato che il suo primo libretto dovesse essere un po' "attivo", come questo, che è un lift the flap. Uno di quei libretti con le finestrelle da sollevare, avete presente? (non ho idea di come si chiamino in italiano).

Dopo alcune settimana di estremo disinteresse, Q ha iniziato ad appassionarsi. Ed ora Thomas è diventato uno dei suoi migliori amici, uno di quei "consolatori" che, se tirati fuori dalla borsa nel momento opportuno, possono calmare ogni tempesta, capriccio, momento di noia estrema!

Certo, non è che sia tanto attento ai personaggi o alla storia, intendiamoci.
Ma quelle finestrelle.... quelle sono proprio belle, le ha aperte, tirate, strattonate in tutti i modi possibili! Fantastico!

Il libretto è in inglese, quindi in questo modo cerchiamo anche di allenarlo (precocemente? forse si...) al bilinguismo. Certo che quando lo leggo io non è che sia proprio proprio inglese, con il mio marcato accento maccheronico. Per fortuna ogni tanto viene Judy e ci pensa lei!!! :)