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martedì 24 maggio 2011

LONDON ZOO

La famiglia R non brilla per essere particolarmente ordinata né organizzata... e quindi per mantenere fede alla propria identità sabato ha deciso all'ultimo minuto di improvvisare un day-off: una gita allo ZOO!


A dire il vero era già mesi che pensavamo di andare al London Zoo - meta quasi obbligata se si visita Londra con i bambini - ma volevamo aspettare che Q fosse abbastanza grande da rendersi conto della presenza degli animali! Infatti ricordiamo molto bene la nostra ultima visita ad uno zoo italiano, l'estate scorsa: Q aveva otto mesi e quando gli indicavamo gli animali, il suo sguardo non riusciva ad andare oltre alla recinzione....!

Ma ora, da diverse settimane, Q ha sviluppato un certo interesse per il mondo animale, basti pensare che sa fare il verso di: cane (bau), mucca (mmmmmh), pecora (ba), scimmia (ah-ah-ah), leone (arrrrrr), elefante (vuuuuu), oca (ca ca), gallina (co-chè)...

E così sabato mattina, mentre si profilava una tranquilla e ordinaria giornata (casa-pulizie-parcogiochi-spesa) ci viene questa idea e, dopo aver preparato in fretta armi e bagagli e comprato i biglietti online, ci prepariamo ad una giornata piena di avventura e divertimento!

Il London Zoo si trova all'interno di Regent's Park, nella zona nord di Londra, ed è uno dei più antichi giardini zoologici del mondo (pensate che è proprio da esso che ha avuto origine la parola zoo).

Lo zoo ospita numerosissime specie animali,


 


molte attrazioni tra cui il rettilario, il paradiso delle farfalle, il Gorilla Kingdom




e alcuni spazi in cui è possibile camminare in mezzo agli animali, ad esempio il Meet the Monkeys.


Gli spazi sono ampi e gabbie e recinti sono ben tenuti e curati. Infatti il London Zoo è uno dei parchi più all'avanguardia del paese, e si occupa anche di "tutela dell'ambiente, educazione all'ecologia e allevamento degli animali" (fonte: Lonely Planet).

Tra i progetti più interessanti è sicuramente da citare il Mikongo Conservation Centre: un progetto che ha sede in Gabon e che prevede la creazione e la salvaguardia dell'habitat ideale per la specie locale di gorilla. Il programma prevede il coinvolgimento e la formazione professionale delle comunità locali per creare un sito di ecoturismo.

Per noi la giornata è stata senza dubbio molto bella, anche per Q che si è divertito moltissimo a guardare gli animali, a correre lungo i sentieri dello zoo, a scalare le colline, a tentare di arrampicarsi sui recinti degli animali!


La giornata è stata così piena di emozioni che, verso l'ora di pranzo, Q era totalmente sopraffatto dall'agitazione e dalla gioia: non riusciva a stare fermo, correva senza sosta, rideva come un matto! Abbiamo dovuto fisicamente contenerlo per tranquillizzarlo e rimetterlo nel passeggino!

Anche per noi è stata una gioia vederlo così felice e così meravigliato da quanto vedeva intorno a sé!
Decisamente, una giornata che rimarrà nei nostri ricordi a lungo :)

P.S.: un bel grazie cuoricioso al mio amore D che ci ha (e si è) regalato questa bella giornata, nonostante tutti gli impegni (...e speriamo di non dovercene pentire, eh Amor?!) :P Smack!

__________________________________________________
Come arrivare al London Zoo:
Metropolitana: Camden Town (linea nera, Northern line)

mercoledì 11 maggio 2011

SE TELEFONANDO

Q sta "telefonando", e usa un cellulare o un qualsiasi altro oggetto che ha trovato in casa la cui forma ricordi vagamente un telefono.

Con la sua bella vocina sottile dice "Hello?".

E poi passa il "telefono" al papà.

Io ascolto, dalla stanza accanto, il mio splendido marito che gioca:

"Pronto? Chi?

[pausa]

Q? Ah, volete parlare con Q?

[pausa]

Nooooo, mi dispiace, ma Q non può venire a giocare con voi del Chelsea stasera.

[pausa]

Eh ho capito che è l'ultima di campionato, ma Q è qui con noi e non può proprio venire...

[pausa]

Con lui? E ... va bene".

Rivolto a Q: "ascolta prova a parlarci tu, dai..."

lunedì 9 maggio 2011

UNO DI QUEI GIORNI


E poi passo una giornata come questa, dove non accade nulla di particolare, ma arrivo a sera e sono particolarmente felice.

Uno di quei pomeriggi in cui Q si sveglia chiacchierando e ridendo. E quando vado a prenderlo mi guarda con i suoi occhioni sorridenti, si toglie il ciuccio e mi dice "Hello!".

Uno di quei giorni in cui lui è così meravigliosamente coccolone che invece di voler uscire dal lettino se ne rimane a rotolarsi tra le lenzuola, e io invece di prenderlo in braccio decido di entrare e raggomitolarmi vicino a lui.

martedì 26 aprile 2011

PAPA'

In quest’ultimo periodo, complici anche i giorni di riposo di D per le vacanze pasquali e il matrimonio del secolo, il nostro piccolo Q ha definitivamente scoperto il papà.

Come tutti i bambini del mondo, anche Q ha sempre preferito la sua mamma. Vuole la mamma per giocare, la mamma per andare a letto, la mamma per mangiare, la mamma per essere cambiato ecc ecc.

Spesso regalava strani sguardi indagatori al papà che cercava di proporre la sua presenza, e io e D ci siamo sempre divertiti un sacco fin da quando era piccolo, cercando di dare voce ai suoi pensieri:

-Mamma, chi diamine è questo signore?-

-Mamma, c’è qualcuno che entra in casa… chi è? Ah, è di nuovo quel signore…-


giovedì 14 aprile 2011

GO GO MANGO

In quale sperduto angolo del globo terrestre due italiani hanno l'occasione di assaggiare per la prima volta i frutti tropicali?

A Londra, ovviamente.

La scorsa settimana D mi ha fatto questa bella proposta salutista: ogni volta che andiamo a fare la spesa e ci viene voglia di comprare una "schifezza" (nome in codice per Pringles, Fingers Cadbury e altre sfiziosità dolci e salate che riempiono la dispensa di casa nostra), compriamo frutta.

Ok, ci sto.
E quindi dopo qualche giorno, quando D torna dalla spesa, apro la borsa e che ti ritrovo? Un mango.

martedì 7 dicembre 2010

SETTE-OTTO-NOVE DICEMBRE 2009

Un anno fa, a quest'ora, ero grossa come una balena, gonfia come una mongolfiera, con le costole rotte dagli incessanti calci di Q. Ma soprattutto ero stanca.
Già da sei giorni era passato il termine presunto della gravidanza, ma secondo il mio scientifico calcolo ("io mi sento che nasce prima") eravamo già in ritardo di ben due settimane. Figuratevi che ansia!

La sera del sette dicembre io e D ci dedichiamo la nostra "ultima" serata a due, andando a mangiare messicano!!! Convinta che i cibi piccanti e la serata fuori contribuiranno a far partire 'sto benedetto travaglio, l'unico risultato che ottengo è una bella notte in bianco, a rotolarmi (in senso figurato, ovviamente) nel letto.
La sera successiva, l'otto, dopo aver pianto un po' perché "non nascerà maaaaiiiiii!", mi accoccolo (è sempre un termine figurato, diciamo che mi spiaggio) sul divano con D, a guardare "l'avvocato del diavolo". Filmettino leggero, eh?!
Alle 11 vado in bagno e ....ta-dah! Le acque!!!

E inizia così il mio travaglio, non nel senso di quella serie ripetuta di dolori intermittenti che si ripetono aumentando sempre più la frequenza. Quello che inizia è il nostro travaglio in auto.

Clima: nebbia che solo chi vive in pianura padana può immaginare.
Ospedale: a venti chilometri di distanza.
Strade: tortuose, brutte, con poca luce.

Si parte! Arriviamo in ospedale e iniziano i vari controlli: tracciato, visita, ecc.
Dopo circa due ore mi dicono che "noooooo, signora, è presto!!! Torni pure a casa e dorma un po'". Che facciamo, ci mettiamo a discutere con chi, dall'alto della sua professionalità, ha asserito: "boh...non so se sono proprio le acque, forse si, forse no...l'esame è dubbio. Beh facciamo no!" ?

E così torniamo a casa.
Entriamo, ci cambiamo, andiamo a letto. D è distrutto, sono le due di notte. Spengo la luce, mi giro sul fianco.
Accendo la luce. "D andiamo in ospedale, stavolta sono proprio le acque!".
E si riparte!
Che nottata ragazzi! :)

sabato 4 dicembre 2010

CHI GIOCA COL TRENINO?

Sabato. Giornata Ikea! :)
E la prima cosa che voglio dire è: evviva la globalizzazione! Appena entrata mi sono subito sentita "a casa"! Ed è tutto un dire, dato che mi trovavo in un negozio svedese a Londra, ma tant'è...!

Siamo andati per comprare i regali di compleanno per Q. Io mi sono fissata che volevo qualche gioco di legno, niente giochi con lucine e musichette, perché secondo me inebetiscono!!! E allora se cerchi qualsiasi cosa di legno, quale posto meglio dell'Ikea? :)

L'idea è stata fortemente approvata da D, perché alcune lettrici, nei commenti a questo post, hanno nominato il trenino dell'Ikea. L'avessero mai detto! D ha iniziato subito a cercarlo su internet e a localizzare il negozio Ikea più vicino.
Perché, dovete sapere, uno dei sogni più grandi di mio marito è quello di avere uno di quei plastici enormi con il trenino elettrico, avete presente? Ma, fintanto che non ce lo possiamo permettere, afferma di potersi accontentare di qualsiasi cosa.

E così ha deciso che uno dei regali per il compleanno di Q sarà questo trenino. Vi ricordo che Q compie un anno, mentre sulla scatola c'è scritto "+ 3 years"... Ma guarda un po'.

Infatti, non facciamo in tempo a rientrare in casa (per la cronaca, un'ora e mezza di viaggio!) che la scatola è già aperta, i componenti delle rotaie sono fuori e il mio bambinone sta montando la pista per far viaggiare i trenini! :)

martedì 30 novembre 2010

SERATA

Ieri sera, il nostro primo invito a cena a casa di amici :)

L’aria è fredda e tagliente. Siamo appena usciti di casa, subito dopo l’arrivo di Judy Poppins, e camminiamo tra le illuminate strade londinesi.

Arriviamo alla casa, davvero bella, di questa coppia di sposi che abbiamo conosciuto al corso Alpha, ed entriamo in una cucina calda e accogliente, tra i sorrisi e i welcome dei nostri ospiti.

Un po’ imbarazzati e titubanti (ma come si dirà “permesso?” in inglese?!?!) entriamo e ci lasciamo avvolgere dalla cordialità inglese. Che non sarà caliente, ma così gentile e discreta, così genuina...
Si prospetta una serata piena di balbettii e incomprensioni, penso io, anche perché oltre al mio dreadful english c’è da tener conto che loro non sono londinesi, ed hanno un accento un po’ particolare che mi rende ulteriormente difficile la comprensione.

E invece
E invece
Serata splendida!
Scopriamo ben presto che la famiglia in questione non è una famiglia qualunque! Si tratta, infatti, di un curato anglicano con moglie!!! La cosa mi scatena una quantità esagerata di domande e curiosità, perché, lo ammetto, il mondo della Church of England è davvero sconosciuto per me. Passiamo gran parte della serata a discutere di ordine sacro, mandati vescovili, struttura eccclesiastica, ricchezze e peculiarità delle rispettive confessioni cristiane. Serata ecumenica, insomma :) Quale grazia!

Inoltre, come se non bastasse, questa coppia è splendida! Ci mettono incredibilmente a nostro agio, sono così simpatici e ci fanno sentire... non dico a casa... ma a casa di amici (tra l'altro assomigliano pure a quei nostri cari amici da cui amiamo così tanto andare a cena!).

Dulcis in fundo: scopro con immenso piacere che il mio english forse non è così dreadful! Riesco a spiegarmi, riesco a parlare di lavoro, di interessi comuni, di cucina, di fede. Riesco a comprendere quasi tutto quello che dicono e capisco quasi sempre le domande che mi pongono, rispondendo in modo, tutto sommato, abbastanza sensato!
Sbaglio sistematicamente tutti i tempi verbali (mannaggia a ‘sti verbi irregolari: I have teached… Beh vabbè) e una grande quantità di pronunce, ma ci si comprende, ci si capisce, si condivide, si chiacchiera, si ride, si sta incredibilmente bene insieme.

Torniamo a casa mano nella mano, sorridendo e rabbrividendo.
Il cielo è stranamente limpido e così sereno.
Domani nevica.

immagine da www.brisbanetimes.com.au

venerdì 19 novembre 2010

AGOSTO INDIMENTICABILE


La nostra esperienza londinese ha avuto un "precedente". Prima del trasferimento in ottobre, siamo stati qui per un mese, in agosto.

Lo scopo di questo "assaggio" era quello, innanzitutto, di cercare casa e di ambientarci un po'.
Avevamo trovato un alloggio provvisorio in una zona diversa e lontana da dove abitiamo ora, era poco fuori dal centro, in una zona ben collegata ma non caotica.

Sarà perché io sono nata e vissuta in provincia, ma quel quartiere, che assomigliava al centro di un paesotto, ha lasciato un segno indelebile nella mia memoria.
In effetti non era niente di particolare: una strada con due supermercati, la posta, la farmacia, un parco giochi. Bus rombanti che si fermavano sotto la nostra finestra ad ogni ora del giorno e della notte.

Forse questa specie di nostalgia nasce dall'esperienza meravigliosa che abbiamo vissuto lì e di cui quel quartiere è stato l'ignaro contesto.

E' stato un mese stupendo.

Prima di allora non avevamo mai sperimentato una così forte unità tra noi, non c'eravamo mai sentiti così tanto famiglia.
Ritrovandoci d'improvviso lontani da parenti ed amici ci siamo resi conto di essere l'uno il sostegno dell'altro e questo ci ha radicati nell'amore reciproco e nella dedizione verso Q.

Lì ci siamo sentiti una cosa sola e se questa nostra strana avventura londinese non portasse altri frutti che questo, ne sarebbe valsa la pena.
Spero di conservare questo tesoro per l'intera nostra vita insieme.

mercoledì 17 novembre 2010

GITA IN MACCHINA

Lo scorso week-end abbiamo fatto la nostra prima gita!!! Evviva!
In realtà si trattava di un fine settimana organizzato dal corpo Alpha, ma è stata l'occasione per staccare un po' la spina, uscire da Londra e ricaricarci un po'!
Siamo andati in una sperduta località turistica, Chichester, che si trova nel West Sussex. E' una cittadina tranquilla, che si affaccia sul freddo mare della manica e che si trova quasi di fronte all'isola di Wight. Abbiamo passato un bel pomeriggio a guardare il mare e i pazzi che se ne stavano a fare surf nonostante il freddo e il clima non certo ridente del novembre britannico.
Il week end è stato entusiasmante e pieno di risate. Iniziando dal viaggio.
Eh già, perché ci siamo andati IN MACCHINA!!! :)

A Londra ci sono tante tante possibilità di noleggiare macchine, basta spulciare su internet e trovare il noleggio più vicino a casa. Noi ne abbiamo uno a dieci minuti (di macchina) da qui, comodo comodo. Peccato che sia in una delle zone più trafficate e caotiche di Londra!

Vi racconto l'avventura!

pomeriggio: R prepara le valigie (D era fuori casa, ok... ma mi chiedo perché il lavoro sporco tocca sempre a me...). E quindi: vestiti, pannolini, cibo vario per il pupo, seggiolino da agganciare alla tavola, lettino da campeggio, materasso e le altre mille cose che sono necessarie anche solo per una gita fuoriporta (ma perché quando si hanno figli si va sempre in giro come degli sfollati?!?!?!).
18.30: rientra D e se ne va subito all'autonoleggio. Che bello, in massimo mezz'ora sarà di ritorno, carichiamo le valigie e SI PARTE!!!
19.30: primo messaggio da parte di D. E' una cosa lunga.
19.35: avevo preparato una bella cenetta al sacco per Q, da consumare in macchina :) Ma mi rassegno e gli do da mangiare a casa.
20.00: secondo messaggio da parte di D. Ho la macchina. In dieci minuti sono a casa!
20.05: Q inizia ad avere sonno! Che faccio?!?! Non posso certo metterlo a letto. Quindi lo vesto, mi preparo, lo carico sul passeggino e scendiamo in strada. Tanto tra cinque minuti D sarà qui e se nel frattempo Q si addormenta... niente di male! Un secondo prima di chiudere la porta di casa realizzo che non ho preso le chiavi. Massì, penso, tanto D le ha e a me ora non servono più.
20.15: telefonata a D. Riattacca, riattacca. E' un casino qui. Non capisco dove sono, ma come cavolo si guida 'sta macchina?!?!
20.25: telefonata da parte di D. Mi sono perso, guarda su internet e dimmi la strada. Ehm... piccolo problema. Sono fuori casa. Eh-eh!!!
20.40: comincia a piovere. Per fortuna almeno Q dorme.

Alla fine D è riuscito ad arrivare verso le 21.00!!! :)
In effetti girare dentro alla città non è così semplice, soprattutto se si tiene conto che era sera e si trovava in una delle zone più trafficate di Londra. Inoltre il navigatore satellitare fornito dall'agenzia era una sottomarca che ci metteva almeno un minuto a ricalcolare il percorso (...), ma soprattutto: per D è stata la prima esperienza di guida a sinistra!
E in effetti, ci siamo resi conto che la cosa più difficile di guidare in UK non è trovarsi sul lato sbagliato della strada, ma guidare una macchina letteralmente rovesciata!


All'inizio è stato davvero complesso!
Una volta usciti da Londra è andata meglio, perché con più calma e meno pressioni c'è voluto poco ad abituarsi.
Anche se, comunque, ogni volta che D voleva accendere gli abbaglianti, faceva partire i tergicristalli!!!

mercoledì 10 novembre 2010

VERTIGO 42

Siccome oltre che una mamma in London, sono pure una moglie in London, ieri sera per il mio trentesimo compleanno D mi ha regalato una seratina a due.
E non una seratina qualunque. Insomma non capita certo tutti i giorni di compiere 30 anni a Londra, no?! :)

Usciamo di casa alle 19, lasciando Q tra le fidate mani di Judy Poppins. Mi dirigo a passo deciso verso la fermata della metro, ma D mi fa la prima sorpresa della serata: stasera TAXI! Che meraviglia! Avete presente quanto sono belli i taxi londinesi?!?


Dopo esserci gustati il viaggio, in una Londra illuminata e tranquilla, arriviamo a destinazione: stasera festeggiamo a 181 metri da terra, in un locale che si trova sulla sommità del grattacielo più alto di Londra, la Tower42!


Un po' impacciati per l'eleganza dell'ambiente, ci accomodiamo davanti alla nostra finestra sul mondo, e ordiniamo l'unica bevanda disponibile sul listino: champagne! Intanto guardiamo il meraviglioso panorama, e D mi indica i punti più belli di Londra e i monumenti, mentre io sgrano gli occhi e chiedo continuamente "dove?" (oppure faccio finta di niente e dico "mh-mh").


Arriva il mio Pommery Springtime Rosé, e me lo gusto proprio, perché è buonissimo (quanto costerà a bottiglia???) e insieme ci servono la "cena" che cerchiamo di consumare moooolto lentamente, dato che, considerato il rapporto quantità/prezzo, ogni bocconcino ha un costo elevatissimo.


Ci divertiamo, chiacchieriamo, ridiamo di gusto e ci sentiamo leggermente impacciati quando è ora di pagare!
Dopo un paio d'ore prendiamo l'ascensore e torniamo sulla terra.
Judy ci aspetta, deve tornare a casa prima che la metro chiuda (altrimenti si trasforma in una zucca....?!).

Poco dopo il nostro rientro Q perde il ciuccio e si sveglia, devo andare a coccolarlo e a riaddormentarlo. Torno a fare la mamma :) , ma che bello ogni tanto fare la star!




immagini tratte da www.graindefolie.blog.fr www.skyscrapernews.com www.jonnyfromtheblock.com



mercoledì 3 novembre 2010

PENSIERI SUL COMPLEANNO

Q festeggerà il suo primo compleanno all'estero.
Manca poco più di un mese e io ho cominciato a pensarci, a fantasticare, a sognare un po':

SOGNO N° 1
Io, D e Q riusciamo a tornare a casa per il suo compleanno. Riapriamo la nostra casetta italiana, mi do da fare con le pulizie. Riempio la casa di palloncini e festoni colorati.
Preparo un dolce con su una bella candelina! Q ha appena imparato a soffiare, chissà se lo sa fare anche a comando! :)
Invito tutti ma proprio tutti: quattro nonni, sette zii, otto cuginetti, tutti gli amici con e senza figli! La casa è piena e non ci sono sedie per tutti. Lo stereo manda la musica delle Nursery Rhymes che abbiamo comprato a Londra e tutti sono felici.
E, visto che ci siamo, andiamo pure al matrimonio di quei nostri cari amici.

SOGNO N° 2
Tornare a casa non ci riusciamo, ma la grande festa la facciamo qui!
Io mi sono data da fare con la vita sociale, Q ha già qualche piccolo amico e io ho sul cellulare almeno dieci numeri di mamme che ho conosciuto nei vari gruppi che frequento.
Riempio la casa di palloncini e festoni colorati.
Preparo tanti stuzzichini adatti ai neo-svezzati e magari trovo pure la ricetta di un dolce senza zuccheri aggiunti. Niente candelina, però, perché gli inglesi hanno l'ossessione degli incendi e non vorrei che scattasse l'allarme!
Non abbiamo lo stereo, ma carico il cd sul lettore dvd e ci ascoltiamo le Nursery Rhymes.
Tutti sono felici.

REALTA'
Luce dei miei occhi, lo so che sei troppo piccolo per rendertene conto, ma la mamma non riesce a organizzarti un compleanno speciale. Siamo lontani da casa e non abbiamo ancora amici, qui.
Saremo io, te e papà.
Ti abbracceremo più stretto di ogni altro giorno.
Ringrazieremo il Signore più di ogni altro giorno.
Ti faremo un regalo speciale e staremo tutto il giorno con te.
Ascolteremo le Nursery Rhymes.
E saremo felici.

venerdì 29 ottobre 2010

L'UNIVERSO IN UNA SCATOLA

Trasferiti da poco più di tre settimane in questa casetta londinese, ci sono tante ma tante cose da comprare... Televisione, bidone dell'immondizia, pentole e piatti... solo per dirne qualcuna...
In famiglia R va alla grande l'acquisto online. Comodo, veloce, poco stancante (le ore di shopping con Q sono devastanti!), certo ha i suoi lati negativi, ma questa è un'altra storia...
La storia che voglio raccontarvi oggi è quella di uno scatolone. Grande. Non mi ricordo cosa conteneva, forse il mobile-libreria. Dopo averlo svuotato diventa ufficialmente terreno di gioco. Provo a vedere se Q riesce ad appassionarsi al "tiro fuori-metto dentro" formato gigante, lo rivoltiamo, lo usiamo per scalarlo in cordata, lo apriamo e chiudiamo come una casetta con una porticina. Nel frattempo D se ne sta al tavolo a "lavorare" :) Certo non è facile appassionarsi a numeri e calcoli, quando a mezzo metro da te si gioca a bao-cucù dentro a uno scatolone. E così arriva anche lui, si fa spazio, sfonda lo scatolone, ci si corica dentro.
Mi accuccio vicino a lui, nel mio posticino, e dopo un attimo arriva il nostro Q e ci guarda, ci tocca il naso (la sua più grande dimostrazione d'affetto) e sorridendo si accoccola tra noi.
In quel momento penso che dentro a questo scatolone c'è il mio universo.

Uno di quegli attimi in cui ti senti in paradiso.

mercoledì 27 ottobre 2010

INIZIO

Inizio a scrivere quando sono esattamente 26 giorni che mi trovo a Londra.

Inizio e poi chissà… Tante volte ho iniziato senza arrivare al termine di progetti, idee, intuizioni, desideri.

Inizio perché sono una chiacchierona, perché ho sempre adorato condividere quello che vivo con chi amo, con la mia famiglia, i miei amici. Mi è sempre piaciuto raccontare, magari soffermandomi sui particolari, le piccole cose della mia giornata, le mie interpretazioni del mondo, le idee che circolano nella mia mente.

E qui è molto difficile.

Mio marito è fuori casa tutto il giorno, fra settimana, perciò passo la maggior parte della mio tempo con un piccolo essere umano, meraviglioso e incredibilmente amato, di 10 mesi, e con lui il discorso più articolato che posso fare è “No! La mamma ha detto che non puoi leccare lo spazzolone del water”.

C’è poi il problema della mia incredibilmente limitata conoscenza dell’inglese. In fondo come posso pretendere di saperlo parlare bene? L’ho studiato semplicemente per otto anni a scuola (più due esami universitari) …! Ma mi sono resa conto che insegnare le lingue non è la cosa che riesce meglio alla scuola italiana… E così le mie possibilità comunicative in inglese si riducono a “sorry for my dreadful english” o “ten months”…

Ora, non so se lo potete immaginare, ma in questi giorni ho accumulato una massa enorme di cose da dire, da raccontare, da esprimere ad alta voce, così grande che mi sembra quasi quasi di sentirne il peso fisico.

E allora, primi che scoppi, eccomi qui.