...ecco, e se approfittassi di questa serata tranquilla, con Q che dorme e D che si regala una meritata uscita serale, per scrivere ciò che da giorni e giorni mi sono ripromessa di scrivere?
Perché no? Ormai è così tanto che latito che un giorno vale l'altro.
Che dire, il meraviglioso viaggio/vacanza si è concluso riportandoci alla nostra casetta italiana, nel nostro paesotto che in pieno agosto sembra un po' sonnolento per il troppo caldo.
Il cambio di scenario mi ritrova un po' sconcertata e destabilizzata. Sarà per la cara daily routine a cui ormai mi ero abituata a Londra. Sarà per la casa da ri-sistemare, i bagagli e gli scatoloni da svuotare. Sarà per quel pizzico di nostalgia che non manca mai. Sarà per l'insicurezza e l'ansia per il futuro che ci hanno accompagnato a casa e che ci rimarranno al fianco ancora per un po'. Sarà perché tra tutto questo ho pure deciso di dedicarmi al potty training.
Sarà, sarà...
Sarà che vorrei guardarmi intorno e pensare: "eccomi a casa".
Sarà per un'altra volta.
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sabato 13 agosto 2011
lunedì 27 giugno 2011
SALUTI#2
Carissima Judy...
ho imparato in questi mesi che con te - e più in generale con gli inglesi - non sono necessarie tante parole.
Basta un "thank you", una mail che si conclude con "love" un bel "I appreciate very much" ogni tanto.
Ma che ci vuoi fare, io sono italiana, e se un semplice grazie basta a te.... per me, beh, per me è poco.
E quindi eccomi a scriverti, nel mio italiano, una lettera che chissà se ti arriverà mai.
Per me non è stato semplice rapportarmi con te, soprattutto all'inizio, quando il mio inglese faceva pietà: io non riuscivo a spiegarmi e le prime incomprensioni mi hanno un po' spaventata e fatta partire con il piede sbagliato.
Per alcuni mesi ho fatto fatica: il mio inglese migliorava piano piano, ma con te continuavo a balbettare. Se avevo qualcosa da dirti mi preparavo i discorsi cercando le parole sul dizionario, prima del tuo arrivo, ma poi mi bloccavo, e i nostri dialoghi diventavano balletti balbettati senza senso.
E poi ho iniziato a guardarti e a leggere piccoli segni, piccole delicatezze, piccoli pensieri. Il tuo modo per dimostrarci il tuo affetto:
Tu che arrivi trafelata e piena di sorrisi per il mio bambino.
Q, sempre così felice di vederti, che non appena entri in casa sembra dimenticarsi di me e a stento mi saluta quando esco!
Il modo in cui giochi e scherzi con il mio bambino, mentre io mi preparo per uscire.
E poi Alan, tuo marito, che dopo il lavoro arriva anche lui a casa nostra, nonostante la stanchezza, per poter giocare con Q, per metterlo a letto insieme a te. Che tenerezza.
Il regalo fatto a mano che gli hai portato per il suo primo compleanno. E io che quando l'ho visto mi sono commossa e avrei voluto abbracciarti, ma ... non scherziamo! Siamo inglesi!
E gli inviti a cena.
E le chiacchiere che iniziano ad essere più fluenti.
E le foto, i messaggi, le mail.
E infine la meravigliosa notizia della vostra attesa :) Proprio voi che dicevate di voler aspettare, che non era il momento, che c'era ancora tanto tempo... E invece... galeotte le ore passate con Q, che vi hanno fatto nascere nel cuore il desiderio di un bambino tutto vostro.
Che dire? Una mamma non può che esserne orgogliosa! :)
Ti auguro con tutto il cuore di essere una sposa e una mamma felice :)
Ti abbraccio, ti stringo, ti mando milioni di baci........ tutti virtuali, promesso!!!
Love XXX :)
ho imparato in questi mesi che con te - e più in generale con gli inglesi - non sono necessarie tante parole.
Basta un "thank you", una mail che si conclude con "love" un bel "I appreciate very much" ogni tanto.
Ma che ci vuoi fare, io sono italiana, e se un semplice grazie basta a te.... per me, beh, per me è poco.
E quindi eccomi a scriverti, nel mio italiano, una lettera che chissà se ti arriverà mai.
Per me non è stato semplice rapportarmi con te, soprattutto all'inizio, quando il mio inglese faceva pietà: io non riuscivo a spiegarmi e le prime incomprensioni mi hanno un po' spaventata e fatta partire con il piede sbagliato.
Per alcuni mesi ho fatto fatica: il mio inglese migliorava piano piano, ma con te continuavo a balbettare. Se avevo qualcosa da dirti mi preparavo i discorsi cercando le parole sul dizionario, prima del tuo arrivo, ma poi mi bloccavo, e i nostri dialoghi diventavano balletti balbettati senza senso.
E poi ho iniziato a guardarti e a leggere piccoli segni, piccole delicatezze, piccoli pensieri. Il tuo modo per dimostrarci il tuo affetto:
Tu che arrivi trafelata e piena di sorrisi per il mio bambino.
Q, sempre così felice di vederti, che non appena entri in casa sembra dimenticarsi di me e a stento mi saluta quando esco!
Il modo in cui giochi e scherzi con il mio bambino, mentre io mi preparo per uscire.
E poi Alan, tuo marito, che dopo il lavoro arriva anche lui a casa nostra, nonostante la stanchezza, per poter giocare con Q, per metterlo a letto insieme a te. Che tenerezza.
Il regalo fatto a mano che gli hai portato per il suo primo compleanno. E io che quando l'ho visto mi sono commossa e avrei voluto abbracciarti, ma ... non scherziamo! Siamo inglesi!
E gli inviti a cena.
E le chiacchiere che iniziano ad essere più fluenti.
E le foto, i messaggi, le mail.
E infine la meravigliosa notizia della vostra attesa :) Proprio voi che dicevate di voler aspettare, che non era il momento, che c'era ancora tanto tempo... E invece... galeotte le ore passate con Q, che vi hanno fatto nascere nel cuore il desiderio di un bambino tutto vostro.
Che dire? Una mamma non può che esserne orgogliosa! :)
Ti auguro con tutto il cuore di essere una sposa e una mamma felice :)
Ti abbraccio, ti stringo, ti mando milioni di baci........ tutti virtuali, promesso!!!
Love XXX :)
mercoledì 22 giugno 2011
SALUTI#1
9 giorni alla partenza...
tante cose da fare, tanti impegni...
tanti pensieri nella testa...
tanti saluti...
Il primo è per voi, Giusy ed Alicia.
Londra non sarebbe stata Londra, per me, senza di voi.
Non potrò mai pensare al mio anno qui senza pensare a voi, alla nostra amicizia, alle ore passate insieme, ai consigli, gli sfoghi, le chiacchiere.
Ho vissuto dei momenti splendidi in vostra compagnia, e non semplicemente perché ci si è "trovate" e non si sapeva come altro passare il tempo!
Più il tempo passava e più mi sono resa conto che in voi ho trovato delle amiche che non avevo mai avuto prima. Mamme come me, con bimbi della stessa età del mio, alla prima esperienza di mammità come me.
Mamme diverse - tra di voi e da me - ma con gli stessi dubbi, con le stesse fatiche, con gli stessi occhi stanchi quando i nostri bimbi ci fanno fare le ore piccole (!), con lo stesso desiderio di dare consigli e di riceverne.
Sono innumerevoli i ricordi che terrò nel cuore: le mattine passate ai playgroup, i pomeriggi freddi e bui rintanate nella library, gli appuntamenti al playground, e poi i confronti, le risate e lo stupore nel vedere i piccoli progressi dei nostri bambini.
Ma soprattutto con quanta gioia ricorderò i primi amici di Q! "Am-la" e "Lele" (!), così come li chiama lui. Ogni mattina chiede di loro...
Ogni volta che suona il cellulare arriva urlando "LELE!!!"...
Ogni volta che vede in giro un passeggino giallo lo indica dicendo a ripetizione "Am-la!"
So che probabilmente a lui non rimarranno grandi ricordi di questi momenti, di questi incontri, ma vi assicuro: rimarranno a me.
Grazie per la vostra amicizia.
tante cose da fare, tanti impegni...
tanti pensieri nella testa...
tanti saluti...
Il primo è per voi, Giusy ed Alicia.
Londra non sarebbe stata Londra, per me, senza di voi.
Non potrò mai pensare al mio anno qui senza pensare a voi, alla nostra amicizia, alle ore passate insieme, ai consigli, gli sfoghi, le chiacchiere.
Ho vissuto dei momenti splendidi in vostra compagnia, e non semplicemente perché ci si è "trovate" e non si sapeva come altro passare il tempo!
Più il tempo passava e più mi sono resa conto che in voi ho trovato delle amiche che non avevo mai avuto prima. Mamme come me, con bimbi della stessa età del mio, alla prima esperienza di mammità come me.
Mamme diverse - tra di voi e da me - ma con gli stessi dubbi, con le stesse fatiche, con gli stessi occhi stanchi quando i nostri bimbi ci fanno fare le ore piccole (!), con lo stesso desiderio di dare consigli e di riceverne.
Sono innumerevoli i ricordi che terrò nel cuore: le mattine passate ai playgroup, i pomeriggi freddi e bui rintanate nella library, gli appuntamenti al playground, e poi i confronti, le risate e lo stupore nel vedere i piccoli progressi dei nostri bambini.
Ma soprattutto con quanta gioia ricorderò i primi amici di Q! "Am-la" e "Lele" (!), così come li chiama lui. Ogni mattina chiede di loro...
Ogni volta che suona il cellulare arriva urlando "LELE!!!"...
Ogni volta che vede in giro un passeggino giallo lo indica dicendo a ripetizione "Am-la!"
So che probabilmente a lui non rimarranno grandi ricordi di questi momenti, di questi incontri, ma vi assicuro: rimarranno a me.
Grazie per la vostra amicizia.
mercoledì 1 giugno 2011
IT'S TIME TO SAY...
It's time to say goodbye...canta una delle canzoncine preferite di Q...
Ed è proprio ora di dire Goodbye London.
Esattamente tra un mese la famiglia R lascerà Londra.
Dal primo luglio ci regaleremo una vacanza (di cui vi parlerò approfonditamente!!!) e poi... torniamo in Italia, il 12 luglio.
Molti sentimenti accompagnano questo ritorno.
Sono felice di tornare a casa. Certo, casa è la mia famiglia: mio marito e il nostro bellissimo bambino. Casa è ogni luogo nel quale viviamo insieme, ogni spazio condiviso e abitato dal nostro amore.
Ma, dopo tutti questi mesi di lontananza non posso negare che il posto in cui sono nata e cresciuta, il luogo in cui abitano tutte le persone care, rimarrà sempre casa in fondo al cuore.
Sono felice di tornare ad avere qualche piccola certezza in più.
Sono felice dei cambiamenti che ci saranno nella mia vita: il mio rientro al lavoro, l'asilo per Q :)
Sono felice di rientrare nella nostra casetta italiana, che ha le persiane, il bidet e tante altre comodità che qui ci sogniamo!
Sono fiera di me! A volte ho avuto proprio tanta paura di non farcela, e qualche volta - lo ammetto - ho anche pensato "io torno a casa". E invece ci sono riuscita. Non sono una persona coraggiosa, specialmente nelle nuove relazioni, ma posso dire di aver superato le mie paure! :)
Sono fiera del mio inglese, che mi permette di spiegarmi, di scherzare, di costruire amicizie.
Sono fiera di quanto sono cresciuta come mamma. Quanti momenti, quanti progressi, quanti alti e bassi ho condiviso con il mio tesorino, e quanto ho imparato a conoscerlo e a conoscermi in questi mesi. Posso dire che proprio qui a Londra ho imparato a capire e ad accettare pienamente la mia mammità.
Sono fiera di aver saputo essere una buona moglie. Certo non sempre... abbiamo litigato un sacco in questi mesi, io e D, ma siamo anche diventati molto più affiatati, molto più vicini e - non potendo contare sull'aiuto di nessuno - anche molto più "grandi".
Ho un po' paura. Dopo aver vissuto in una metropoli di 7 milioni di abitanti, riuscirò a tornare in un paese che ne conta 15.000? Dopo aver sfruttato al massimo le possibilità culturali, turistiche, gastronomiche e soprattutto children friendly di questa città, saprò tornare a vivere nella mia sperduta provinciotta italiana?
Riuscirò a non soffocare, tra gli sguardi e le domande della gente?
Riuscirò a non sentirmi perduta quando non avrò playgroup a cui partecipare?
Sono un po' dispiaciuta, perché Londra è una bellissima città in cui vivere. Magari non per tutta la vita - come ci ripetiamo sempre io e D - ma per alcuni anni non sarebbe male...
Sono dispiaciuta, perché dovrò lasciare alcune persone che stavano diventando importanti, amicizie ancora in embrione ma già forti, perché costruite sulla condivisione, sulla fede.
E infine, mi sento in colpa, perché mi sembra di sradicare Q da un luogo che lui conosce come casa e che sente come proprio, molto più del contesto italiano.
Mi sento in colpa perché so che per lui sarà difficile e farà fatica ad ambientarsi.
Mi sento in colpa perché mi sembra di negargli delle occasioni che sarebbero importanti per lui, come quella del bilinguismo, ad esempio.
E mi sento pronta, pronta ad accettare la sfida, pronta a rimettermi in gioco.
Pronta a tornare a casa.
Almeno per un po' :)
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