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lunedì 16 maggio 2011

BAMBINI A MESSA

Non mi sono mai chiesta a che età sia il caso di iniziare i bambini alla Messa domenicale. Quando ero in Italia non mi ponevo il problema, c'erano i nonni, mentre qui semplicemente non abbiamo alternativa al portarlo con noi. O meglio, l'alternativa ci sarebbe: basterebbe andare a Messa separati, ma l'abbiamo fatto per un po', e insomma… non ci piace!

Certo che portare a Messa un bimbo di un anno e mezzo, non è una passeggiata…

Sono sempre stata fortemente convinta che la cosa migliore da fare con i propri figli è cercare di coinvolgerli nella comprensione di ciò che sta accadendo durante la Messa. Ma è ovvio che questa cosa è impossibile per un bambino di 17 mesi. A che età si può iniziare? Non ne ho idea. Lo scoprirò mano a mano che Q crescerà e con lui crescerà anche la mia conoscenza ed esperienza “sul campo” :)

venerdì 11 marzo 2011

L'ORA DELLA NANNA


Sono le sei di sera, la tv è accesa su CBebiees. Il conduttore è in pigiama e sta dicendo: "Io sono pronto per andare a dormire, sei pronto anche tu?"

Mi guardo intorno: giochi sparsi ovunque, tavola disordinata, nessun abbozzo di cena pronta. A dormire? Adesso?

Eh si, sul canale per bambini della BBC dalle 18 alle 19 c'è la Bedtime Hour, una serie di programmi che si conclude con un bel good night. Perché qui, nella terra della precisione e della puntualità, l'ora della nanna per i bambini è tra le 18.30 e le 19. Sorpresi?

venerdì 3 dicembre 2010

E TU COME SVEZZI?

Quando siamo arrivati a Londra, in agosto, Q aveva poco più di sette mesi ed eravamo in pieno svezzamento.
Come sarei riuscita a continuare lo svezzamento in terra straniera? Che tipo di prodotti avrei trovato? Prima di partire ero letteralmente ossessionata da queste ed altre domande.

Fino a quel momento, da brava mamma italiana, avevo seguito le ricettine del pediatra. Mi ero informata, fin dalla nascita di Q, sull’alternativa dell’autosvezzamento (che consiste fondamentalmente nel far assaggiare gradualmente al bambino gli stessi cibi della tavola dei “grandi”), e non nego che la teoria mi aveva intrigata.

Poi però, scontrandomi con il parere contrario di D e vedendo falliti alcuni precoci tentativi con Q, mi ero arresa alle pappine insapore.

Tutto procede tranquillo, finché non arrivo in terra britannica, entro nel primo supermercato e scopro che qui… è tutta un’altra storia!

C’è chi scopre la relatività dei nostri modelli educativi attraverso un raffreddore (sto parlando di questo simpatico ed interessante post di UnNickname, un’altra mamma emigrata in UK) e chi, come me, apre gli occhi sulla vastità del mondo vedendo crollare i solidi pilastri dello svezzamento made in Italy.

Si perché qui è tutto diverso. Qualche esempio?
Non esistono gli omogeneizzati di carne, come da noi. Ci sono invece pasti completi (che so arrosto di maiale con patate, o lasagne alla bolognese…) frullati e messi in barattolo. Inoltre non sono riuscita a vedere in giro le nostre classiche farine con cui si inizia tutto (farina di riso, mais tapioca…).


Ma la cosa che mi ha più impressionato è che i prodotti per piccini hanno ingredienti che da noi vengono considerati assolutamente vietatissimi: omogeneizzati di frutta, succhi oppure yogurt con dentro fragola, frutti rossi o tropicali. Oppure prodotti con il pomodoro.

Le prime settimane dopo il nostro arrivo tentavo di riproporre la classica pappa da settemesenne sfruttando i prodotti che riuscivo a trovare, frullandomi la carne da me, ecc. Ma Q si è quasi da subito ribellato, probabilmente sentendo i gusti diversi da quelli a cui era abituato, e ha cominciato a chiudere la bocca davanti alle pappe, per aprirla invece quando vedeva mangiare noi.

E così ho provato. Ricordo ancora il primo piatto “da grande” che ha mangiato: hamburger e patate. Come l’ha mangiato di gusto! E poi pasta, riso, pollo, carne e pesce di ogni genere! Ad oggi, pur avendo solo due denti, mangia praticamente tutto. Unica esclusione l’uovo, che ancora non gli ho dato (ma c’è da dire che anche noi lo mangiamo pochissimo).

Insomma, un po’ per forza, sono diventata una mamma autosvezzante anch’io!!! Perché quel giorno, al supermercato, ferma a contemplare lo scaffale dei prodotti per bambini, mi sono resa conto che tutti principi, i dettami, le minuziose norme che ci vengono fornite dai pediatri italiani non sono assolute. Non sono l’unico metodo possibile. E allora, mi sono chiesta, non sono forse un po’ esagerate?

In fondo, allontanarsi da casa serve proprio per ampliare i propri orizzonti, no? E io ho deciso di relativizzare lo svezzamento italiano...

E voi, mamme emigrate che mi seguite, come svezzate i vostri pargoli? Come funziona in Belgio, in USA o, che ne so, in Germania?

Fatemi sapere!



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Se state cercando informazioni e consigli sull'autosvezzamento, per me è stato utile visitare il forum sull'autosvezzamento e leggere due post di Genitori Crescono: qui e anche qui).