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venerdì 3 giugno 2011

ITALIANO

Nove mesi di esposizione all'inglese mi hanno portata ad un risultato assolutamente inaspettato.

Ecco alcune frasi che mi è capitato di dire ultimamente (in italiano, eh?!):

Il mese prossimo muoveremo* in Italia

Bello questo vestito, ma un po' troppo espensivo*

I cibi organici* sono più salutari

Quante persone sono state involte* in questa vicenda?

Non c'è che dire: se il mio inglese non è cambiato molto in questi mesi, l'italiano è senz'ombra di dubbio peggiorato! :)

* piccolo glossario inglese:
   move = trasferirsi
   expensive = caro, costoso
   organic = biologico
   involve = coinvolgere

giovedì 5 maggio 2011

IL MIO SECONDO LIBRO IN INGLESE

Dopo il mio primo libro in inglese ho provato più volte ad affrontare altri testi, cercando di scegliere libri che potessero piacermi, di cui conosco l'autore o che magari ho già letto in italiano.

Pretendendo un po' troppo da me stessa ho provato a leggere qualcosa di Jane Austen, una delle mie autrici preferite. Ma ho dovuto, ovviamente, arrendermi presto.

Ho tentato di leggere Little women di Louisa May Alcott, ma dopo qualche capitolo ho lasciato le care Jo, Meg, Beth ed Amy a prendere polvere sul comodino.

Mi sono poi buttata su Harry Potter, ma non so come, non so perché, anche questo non ha avuto successo.

Finché un giorno entro in un Charity Shop che c'è sotto casa mia.

mercoledì 13 aprile 2011

PIC-NIC AD HYDE PARK


Mettiamo che a Londra sia primavera.

Mettiamo che sia una giornata di sole.

Mettiamo che viviamo vicini a uno dei migliori parchi urbani del mondo.

Mettiamo che avevamo un sacco di voglia di rivedere alcuni dei nostri amici di Alpha.

Mettiamo che prepariamo un'ottima insalata di riso all'italiana, compriamo un po' di frutta fresca e ci portiamo dietro una coperta.

Il risultato? Un meraviglioso pic-nic ad Hyde Park!

martedì 22 febbraio 2011

PROMOSSA!

Tutte le mamme prima o poi iniziano a palare di pagelle e risultati scolastici.

Oggi lo farò anch’io! :) No, ovviamente Q non sta ancora andando a scuola (e anche avesse l’età per andarci, si starebbe facendo il suo decimo giorno di assenza causa influenza… uffaaaa!), i risultati scolastici di cui sto parlando sono i MIEI! :)

Dopo un mese di lezioni di inglese, posso finalmente mettervi al corrente dei miei piccoli e sudati successi, che mi stanno dando davvero soddisfazione.

domenica 6 febbraio 2011

IO PARLO VERY GOODD-A

Un paio di giorni fa, su CBeebies, ho visto una puntata di Bob the builder (Bob l'aggiustatutto) che mi ha fatto un sacco ridere. Uno dei personaggi era italiano e parlava (ovviamente) un'inglese davvero assurdo!

Mi sono sempre chiesta come deve suonare l'accento italiano alle orecchie degli stranieri, e da quando sono qui mi sono fatta un'idea: sembra che per loro la cosa più buffa sia la nostra tendenza a chiudere tutte le parole con una bella vocale.

In effetti, se ci pensiamo quasi tutte le nostre parole finiscono con una vocale, e per questo ci risulta un po' difficile, quando parliamo in inglese, troncare le parole sulla consonante.

E infatti, il simpatico personaggio italiano di Bob the builder diceva cose come "I want-a" o "very good-a" (e il bello è che lo scrivevano anche nei sottotitoli)! Ha-ha!

venerdì 28 gennaio 2011

SI TORNA A SCUOLA!

A 30 anni giusti giusti torno a fare la studentessa! Yes! (anche se, a dir la verità, non è poi molto che avevo smesso......).

Da una settimana ho iniziato un corso d'inglese. Il mio dreadful english mi ha un po' stufata e mi sono decisa a fare di tutto per migliorarlo.

Il primo passo è stato quello di trovare occasioni per fare un po' di conversazione, ma sapevo che non sarebbe stato sufficiente.

Per questo abbiamo deciso di fare un "investimento", impegnativo non solo in termini economici... Perché, se io sono a scuola, significa che qualcun'altro deve occuparsi di Q e, dal momento che nonni e zie sono un po' troppo fuori mano, questo qualcun'altro chi sarà mai???

giovedì 20 gennaio 2011

TRADURRE E' TRADIRE

In questi giorni sto leggendo il mio primo romanzo in inglese!

Avevo già provato a leggere libri in inglese, prendendo in library qualche romanzo per ragazzi, che avesse un linguaggio abbastanza semplice da permettermi di capirlo. Ma... uff... a me piace tanto leggere, ma solo quello che mi prende veramente, che mi appassiona. E così dopo qualche capitolo abbandonavo...

Ma ora ho trovato questo meeeeravigliooooso libro del mio autore preferito:

martedì 18 gennaio 2011

INDOVINA CHI VIENE A CENA?

...una malesiana, una cinese di Hong Kong, una spagnola, una coreana, due singaporiani. No, non si tratta di una barzelletta, ma dei nostri amici conosciuti ad Alpha, che abbiamo ospitato a casa nostra per una cena italo-cinese!

Dopo la pausa natalizia avevamo un sacco di voglia di rivederli, perché con loro si è creato un rapporto meraviglioso. Certo, il freno linguistico è forte, soprattutto perché le vancanze italiane hanno fatto nuovamente retrocedere il mio inglese, proprio come temevo, ma l'amicizia e l'affinità spirituale sanno superare ogni ostacolo.
Abbiamo quindi organizzato un ritrovo semplice e informale nella nostra casetta, che in effetti non sarebbe proprio adatta a ospitare un tal numero di persone... Basti pensare che siamo dovuti andare in prestito di sedie e che alcuni di noi sono stati costretti a mangiare con il piatto in mano! Eh-eh!

martedì 30 novembre 2010

SERATA

Ieri sera, il nostro primo invito a cena a casa di amici :)

L’aria è fredda e tagliente. Siamo appena usciti di casa, subito dopo l’arrivo di Judy Poppins, e camminiamo tra le illuminate strade londinesi.

Arriviamo alla casa, davvero bella, di questa coppia di sposi che abbiamo conosciuto al corso Alpha, ed entriamo in una cucina calda e accogliente, tra i sorrisi e i welcome dei nostri ospiti.

Un po’ imbarazzati e titubanti (ma come si dirà “permesso?” in inglese?!?!) entriamo e ci lasciamo avvolgere dalla cordialità inglese. Che non sarà caliente, ma così gentile e discreta, così genuina...
Si prospetta una serata piena di balbettii e incomprensioni, penso io, anche perché oltre al mio dreadful english c’è da tener conto che loro non sono londinesi, ed hanno un accento un po’ particolare che mi rende ulteriormente difficile la comprensione.

E invece
E invece
Serata splendida!
Scopriamo ben presto che la famiglia in questione non è una famiglia qualunque! Si tratta, infatti, di un curato anglicano con moglie!!! La cosa mi scatena una quantità esagerata di domande e curiosità, perché, lo ammetto, il mondo della Church of England è davvero sconosciuto per me. Passiamo gran parte della serata a discutere di ordine sacro, mandati vescovili, struttura eccclesiastica, ricchezze e peculiarità delle rispettive confessioni cristiane. Serata ecumenica, insomma :) Quale grazia!

Inoltre, come se non bastasse, questa coppia è splendida! Ci mettono incredibilmente a nostro agio, sono così simpatici e ci fanno sentire... non dico a casa... ma a casa di amici (tra l'altro assomigliano pure a quei nostri cari amici da cui amiamo così tanto andare a cena!).

Dulcis in fundo: scopro con immenso piacere che il mio english forse non è così dreadful! Riesco a spiegarmi, riesco a parlare di lavoro, di interessi comuni, di cucina, di fede. Riesco a comprendere quasi tutto quello che dicono e capisco quasi sempre le domande che mi pongono, rispondendo in modo, tutto sommato, abbastanza sensato!
Sbaglio sistematicamente tutti i tempi verbali (mannaggia a ‘sti verbi irregolari: I have teached… Beh vabbè) e una grande quantità di pronunce, ma ci si comprende, ci si capisce, si condivide, si chiacchiera, si ride, si sta incredibilmente bene insieme.

Torniamo a casa mano nella mano, sorridendo e rabbrividendo.
Il cielo è stranamente limpido e così sereno.
Domani nevica.

immagine da www.brisbanetimes.com.au

giovedì 18 novembre 2010

THOMAS

Thomas è una locomotiva.
Lo conoscete?
Mia sorella mi dice che qualche volta si è vista anche in Italia, ma io proprio non avevo mai sentito parlare di questo personaggio prima di sbarcare in UK.

Si perché qui Thomas è conosciuto da tutti i bambini!
E si può trovare ogni sorta di gadget marcato Thomas. Oltre a libri, cartoni e giocattoli ho visto in giro zainetti, borse, maglie, poster, scatole per i giochi (e l'abbiamo comprata!), lampade da camera, tappeti.... e chi più ne ha più ne metta! Ci sono addirittura i parchi a tema!

Thomas è destinato a diventare uno dei personaggi preferiti anche da Q.
Si, perché qualche tempo fa, avendo deciso che era arrivato il momento di comprargli qualche libretto, ne ho scelto uno proprio su di lui.
Non conoscevo Thomas, ma questo libro mi è subito sembrato particolarmente adatto, perché Q non è un bambino tanto calmo, uno di quelli che se ne stanno pacifici a giocherellare da seduti.
Lui deve arrampicarsi, scalare, lanciare, gattonare a tutta velocità.
Per questo ho pensato che il suo primo libretto dovesse essere un po' "attivo", come questo, che è un lift the flap. Uno di quei libretti con le finestrelle da sollevare, avete presente? (non ho idea di come si chiamino in italiano).

Dopo alcune settimana di estremo disinteresse, Q ha iniziato ad appassionarsi. Ed ora Thomas è diventato uno dei suoi migliori amici, uno di quei "consolatori" che, se tirati fuori dalla borsa nel momento opportuno, possono calmare ogni tempesta, capriccio, momento di noia estrema!

Certo, non è che sia tanto attento ai personaggi o alla storia, intendiamoci.
Ma quelle finestrelle.... quelle sono proprio belle, le ha aperte, tirate, strattonate in tutti i modi possibili! Fantastico!

Il libretto è in inglese, quindi in questo modo cerchiamo anche di allenarlo (precocemente? forse si...) al bilinguismo. Certo che quando lo leggo io non è che sia proprio proprio inglese, con il mio marcato accento maccheronico. Per fortuna ogni tanto viene Judy e ci pensa lei!!! :)

venerdì 12 novembre 2010

COMUNICAZIONE NON VERBALE

Sono tornata al playgroup del giovedì. Quello con tanta confusione e un sacco di bambini.
Beh, ricordate che vi dicevo che tra tante mamme e nanny c'è pure un papà?
Ora, non sono più tanto sicura che sia un papà, forse è un nanny, perché se ne sta tutto il tempo a flirtare con le nanny giovani magre e bionde (che essendo giovani, ma soprattutto magre non c'è dubbio che siano nanny).
Tutto preso dalla bionda di turno, e ignaro della presenza di decine di bambini intorno a lui, fa un passettino indietro e con i suoi giganteschi scarponi pesta il ditino a Q.
Uno di quei pestoni efficaci che rendono immediatamente l'unghia viola.
Q scoppia a piangere.
Lui non si accorge di niente.
Io accorro e presto a Q le cure necessarie (acqua magica, bacino... cose così, insomma).
E poi, dal momento che non so bene come si dica in inglese "hey brutto scemo con gli scarponi, hai pestato il dito alla gioia della mia vita e non te ne sei neanche accorto, stacca gli occhi dalla bionda e stai attento a dove cammini!" mi limito a guardarlo male.
Ma tanto tanto male.
Comunicazione non verbale.

martedì 9 novembre 2010

"HOUCCHEI"

La parola preferita di Judy Poppins è "Ok", che detto da lei suona più o meno così: "Houcchei".

Ora, secondo me il significato di Ok è "va bene", o sbaglio? Ma penso che per lei sia un po' un intercalare, come quando stai ascoltando qualcuno che ti parla insieme e dici "mh" ogni tanto.

Se sommiamo questo suo frequente intercalare con il mio dreadful english, quello che ne risulta è più o meno così:

R: Judy, yesterday... ehm... we try, no we tried to feed Q earl...earlier
J: Ok
R: (ok cosa? cos'hai capito? aspetta!) and he didn't eat very much... ehm eat much...
J: Ok
R: (aspetta cavoli non ho finito il discorso) and so I think... perhaps
J: Ok
R: (ok cosa?????) perhaps sometimes he don't eat much, no, he don't eat enough with you
J: Ok
R: yes, ok... because it's too early.
J: Ok
R: (beh forse ora dice ok perché ha capito...) Can you try to feed him ...late, ehm later (?) uff... after seven?
J: Oh! Ok!

A che ora gli ha dato da mangiare rimarrà un mistero.

venerdì 5 novembre 2010

"VUOI GIOCARE CON ME?"


Mi torna in mente all'improvviso un episodio della scorsa estate.
Mia sorella e la sua famigliona (quattro figli... si avete capito giusto: quattro figli!) è in vacanza al mare e noi andiamo a trovarli, per farci una giornata di sole e per far conoscere a Q l'acqua salata.
Nel bungalow di fronte a quello di mia sorella c'è una famiglia olandese, con un bambino che ha circa tre anni, la stessa età di M, il mio nipote più piccolo.

Dopo pranzo, seduta su una sedia all'ombra, davanti al portico, guardo M attraversare la strada e avvicinarsi al bungalow di fronte. Il coetaneo lo raggiunge e, al centro della stradina, iniziano a giocare.
Non sarebbe bello essere come loro?

Mi piacerebbe pensare di avere qualcosa da dire e da dare anche a chi non mi comprende.
A volte, quando parlo in inglese, mi sembra di avere la testa incredibilmente vuota. La poca padronanza del linguaggio mi inaridisce i pensieri.

Ma ho ancora qualcosa da dire, e lo voglio dire anche in inglese.
Come si dice "vuoi giocare con me" in english? :)

domenica 31 ottobre 2010

JUDY POPPINS


Judy è la nostra baby sitter. Ufficialmente battezzata Mary Poppins da quando è entrata in casa nostra con cappottino british e ombrello! :)
Viene da noi quando frequentiamo il corso Alpha ed ha diverse cose da fare con Q:

  • dargli da mangiare
  • giocare un po'
  • fargli il bagnetto
  • mettere pannolino e pigiama
  • dargli il bibe della buonanotte
  • metterlo a letto
Insomma un sacco di cose!
Da brava mamma ansiosa, ogni volta che mi capita di "prestare in giro" il mio piccolo Q, preparo una lista moooolto accurata che comprende nel minimo dettaglio le cose da fare, nell'ordine e nel modo corretto. Io le chiamo "istruzioni per l'uso".
Quindi mi sono preparata per tempo e ho preparato la mia brava lista (in italiano), poi ho cercato di tradurla in inglese, ...nel mio inglese... , e poi l'ho consegnata nelle mani di D, che avrebbe dovuto correggerla e riscriverla.
Avrebbe dovuto.
Quando arriva Mary Poppins la lista è ancora quella scritta da me, e io ho avuto solo il tempo di scriverci su velocemente la mia frase preferita (sorry for my dreadful english) e consegnargliela piena di vergogna.
Immagino quante grasse risate si è fatta leggendo, per esempio, che avrebbe dovuto hit the bottle in the micro (picchiare il biberon nel forno microonde... invece di heat, scaldare)...
Ma il fraintendimento più divertente è stato quello relativo all'abbigliamento! Io le ho scritto di mettere a letto Q with the body and pijama. Totalmente ignara del fatto che la cara bella canottierina con i bottoncini qui si chiama bodysuit e che invece body significa semplicemente corpo, ma anche torso, busto.
Quindi leggendo "mettilo a letto con il torso e il pigiama", lei ha obbedito, e io me lo sono ritrovato a petto nudo con i pantaloni del pigiama!
Mi è proprio venuto in mente questo post qui di Bilingue per gioco!