Guardo il calendario e capisco perché: è il terzo mercoledì di fila che sono chiusa in casa per la sua febbre.
E il mercoledì già di per sé è un giorno dannatamente lungo, con mio marito che non torna mai e l’orologio che va al rallentatore.
Prima di trasferirmi qui pensavo che riuscendo a crearmi un discreto giro di amicizie e conoscenze avrei saputo occuparmi felicemente le giornate. L'unica cosa che temevo erano gli eventuali momenti di malattia, quando si è costretti in casa e non si può certo chiedere agli amici (tra l'altro con figli!) di venire a trovarti o aiutarti.
Ma - mi dicevo - ce la farò!
Non sapevo, però, di avere un bambino così tanto facile alla febbre e alle malattie. In quattro mesi siamo al quarto episodio. E comincia ad essere dura.
In questi giorni Q ha attivato la modalità koala, che assume sfumature diverse a seconda di quanto è alta la febbre:
- tienimi in braccio stretto senza fare niente e cullami continuamente,
- tienimi in braccio mentre guardo un libretto/la tv,
- stai seduta qui vicino a me mentre gioco. Noooo cosa fai? ti stai muovendo??? Nooooo!
- mamma se provi a muoverti o ad andare in giro mi attacco alle tue gambe e mi arrampico.
Insomma, il concetto di fondo è che io non posso fare nulla, solo stare lì a guardare l'orologio sperando che il tempo passi.
Sapete cosa mi manca davvero tanto? Vi dirò la verità, è la mia mamma. E non solo perché manca a me, ma perché mi manca la possibilità di dirle: "ti porto Q per un'ora".
Quell'ora in cui potrei andare a fare la spesa senza corse.
Quell'ora che mi aiuterebbe a respirare meglio.
Quell'ora che userei anche semplicemente per stare in casa, in tranquillità.
Quell'ora che mi permetterebbe, poi, di riprendere il delicato e meraviglioso "lavoro di mamma" con più serenità.
Non avere nessuno realmente di fiducia a cui chiedere un aiuto, è dura.
Mi capita davvero di essere stanca, dei suoi pianti, di non poter fare niente tutto il giorno, di averlo attaccato alle gambe.
A volte per questi pensieri mi sento una mamma snaturata, cattiva, poco adatta...
So che è solo un periodo, come questo è solo un giorno… ma non passa più…

ciao, cm va oggi il tuo koala? non preoccuparti non sei affatto una cattiva mamma.. anzi, sei bravissima.. il fatto è che a volte 'sti figli tolgono proprio il respiro, con i loro litigi, le continue richieste,i mille "scorazzamenti" avanti e indietro x i loro mille impegni, le malattie.. ed è normale pensare di non farcela..ma poi passa un giorno, poi due..la malattia passa (fino al prossimo episodio almeno) e "torna il sereno".Ti ricordi quale era la mia filosofia quando erano piccoli i miei mostri? "domani,x fortuna, è un'altro giorno.. sperem solo che non sia peggio di questo" FORZA! Sono lontanissima, ma ti sono vicina.. un bacione!
RispondiElimina@Ross: Non ci crederai ma ogni volta che ho un giorno no penso alla tua filosofia! :)
RispondiEliminaah.. cmq mettiti il cuore in pace.. la sindrome del koala è una sindrome tipicamente maschile:da ieri ale non stà bene e ce l'ha anche lui.. non mi molla un secondo, mi segue ovunque con aria afflitta, come se avesse la peggior malattia del mondo.. insomma è un uomo..ciao ciao
RispondiElimina