Siamo arrivati in UK. E aggiungo, finalmente!
Il nostro è stato un viaggio a dir poco stancante. Chi di voi ha mai viaggiato in aereo con un bimbo piccolo sa cosa significano le ore di attesa all’aeroporto, il volo con il bambino in braccio, le code all’arrivo, i trasporti interminabili che collegano al centro città… Inoltre questa volta abbiamo avuto la bella pensata di viaggiare di notte. Che dite? Siamo pazzi? In effetti abbiamo deciso che non lo faremo mai più! Ecco com’è andata…
Partiamo dal nostro paesotto alle 18.40 di domenica, per raggiungere il vicino aeroporto. La consueta nebbia padana ci accompagna. Arriviamo e iniziamo subito la fila del check-in, dato che l’aeroporto è stranamente affollato. Dalle facce che vediamo in giro e dai continui annunci che sentiamo, capiamo ben presto che c’è stata un’invasione di russi! E infatti ci sono ben due voli, in programma alla stessa ora del nostro, diretti in Russia. E questo significa centinaia di turisti russi che si accalcano, cambiano fila ai metal detector, litigano con i poliziotti, creano code interminabili ai cancelli della dogana, rischiando continuamente di incastrarci in file a cui non dovremmo accodarci!
Presi leggermente dal panico (soprattutto D, che quando arrivano i controlli del peso del bagaglio a mano pensa sempre al peggio!), decidiamo di entrare subito nella sala d’attesa dell’imbarco, rendendoci conto, troppo tardi, che siamo senza acqua e che nella sala d’attesa non ci sono né distributori di bevande né tantomeno i bagni!
Ma in fondo sono già le 20.45 e noi abbiamo l’aereo alle 21.25. Tra un po’ apriranno i cancelli e noi decidiamo di non muoverci, per non perdere il diritto all’imbarco prioritario (benedetta Ryanair...). Ma iniziano i ritardi… Colpa della nebbia? Colpa dei russi? Chi lo sa… Cerchiamo di chiedere informazioni alle hostess, ma a quanto pare sotto le feste in aeroporto assumono un’orda di quasi adolescenti che, come tutta risposta, sanno solo guardare l’orologio e alzare le spalle.
Nel frattempo io inizio il mio quarto d’ora di panico: Q deve dormire, ma prima lo devo cambiare e poi dargli il latte. Ero convinta di riuscire a fare tutto in aereo, ma con questo ritardo e lui che inizia ad essere stanco, che faccio? Me lo lego in fascia e inizio a camminare, non tanto per rilassare lui, quanto perché il continuo moto mi distrae dal desiderio di tirare un calcio al tavolino delle hostess che, invece di aprire il gate, ridacchiano e fanno passare avanti le loro amiche.
Alla fine saliamo in aereo. Non so dire con quanto ritardo, perché già da un po’ ho smesso di guardare l’orologio! Appena siamo in aereo cambio il pannolino a Q, proprio lì dove sono, al posto… Non voglio aspettare di poter usare il bagno, anche perché spero che al termine del decollo Q stia dormendo già da un po’. Si…. magari!
Si addormenta solo dopo infiniti cullamenti e coccole, dopo interminabili e disperati pianti. Arriva a crollare per sfinimento in un sonno profondissimo. Talmente profondo che, una volta atterrati, riesco a: vestirmi, vestirlo, scendere dall’aereo, depositarlo in passeggino, entrare in aeroporto e superare tutti i controlli, andare a prendere il treno scoprendo che la stazione é fuori servizio, prendere un autobus e quindi sollevarlo dal passeggino e tenerlo in braccio per tutto il viaggio che ci ha portati alla stazione successiva, scendere dall’autobus, depositarlo in passeggino, prendere il treno, scendere dal treno, prendere un bus, scendere dal bus, prendere un taxi, salire in casa e metterlo a letto. E in tutto questo NON SI E’ MAI SVEGLIATO!
Si è svegliato invece dopo un’ora esatta che avevo appoggiato la testa al cuscino… ma vabbé. Essere mamma è anche questo!
E da domani… si riparte!
BENTORNATA! E BUON ANNO!
RispondiEliminaWelcome back! (ma vorrà dire qualcosa!?)
RispondiEliminaCarino il nuovo layout!!
Baci
@Mammamogliedonna: grazie! :)
RispondiElimina@serenamanontroppo: mh, credo che sia corretto, ma non ci giurerei! :P Piace il trucco nuovo? :D Grazie!
Anche il mio rientro è stato un pò tragico, e la scricci non ha voluto saperne di dormire e non mi ha risparmiato i pianti inconsolabili. Essere "mamme all'estero" è anche questo! Courage!
RispondiEliminati arrabbi se ti dico che sto ridendo a crepapelle?? ...l' importante e' che e' passata!!
RispondiEliminabaci baci e buona ripresa!!
@Antonella: essere mamme all'estero è anche questo, è vero, ma io ogni tanto mi chiedo cos'ha fatto di male il mio piccolo Q per meritarsi un'avventura del genere! :(
RispondiElimina@Faby: ridi ridi, aspetto che arrivate voi, con quattro al seguito! Ci sarà altro che da ridere!!!
Veramente un'avventura! Coraggio, ma la prossima volta e' meglio viaggiare quando il piccolo e' piu' riposato. Anche io l'ho imparato a mie spese. Si pensa che se viaggi di notte il bimbo dormira' ma invece e' troppo stanco per addormentarsi in un posto che non e' il suo letto.
RispondiEliminaPer quanto tempo vivrete a Londra? Se il piccolo imparera' bene l'inglese poi ti ringraziera' da grande di avergli fatto avere questa avventura.
@ Marilena: hai ragione, e infatti i viaggi migliori sono stati quelli di pomeriggio. Inoltre arrivando così tardi a casa e già addormentato, al mattino si sveglia spaventato, perché non sa dov'è!!!
RispondiEliminaHai ragine, perchè a farne più le spese sono loro! In genere mi organizzo come se dovessi star fuori una settimana e cerco il modo migliore per organizzare scricci, ma con lei non ci sono nè regole nè orari e c'è sempre qualcosa che non si può prevedere! Il volo son riuscita a gestirlo bene, ma alla fine le si son tappate le orecchie e ha pianto come una pazza, povera cucciolina! Avevo prenotato un servizio taxi per essere subito a casa, senza navette e bus vari e mi ha fatto 1 ORA E MEZZA DI RITARDO!! Lo avevamo anche pagato in anticipo! Ci ho messo più a fare i 10 km dall'aeroporto a casa mia che dall'Italia al Belgio! o.O
RispondiEliminaPurtroppo quando si viaggia nei periodi festivi bisogna mettere in conto ritardi e disguidi, l'ho imparato bene già da prima dell'arrivo di scricci. Non si può fare affidamento sulle compagnie e bisogno sempre partire dal presupposto che ci saranno problemi. Che tristezza!
@ Antonella: beh pensa che a noi in agosto il taxi un'ora e mezza di ritardo ce l'ha fatto all'ANDATA VERSO L'AEROPORTO. Non abbiamo perso l'aereo solo perché era miracolosamente in ritardo di un paio d'ore. Da panico!
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