Finché un giorno non decide di andare in cerca di un nuovo playgroup per il venerdì.
Stamattina io e Q, ben imbacuccati perché è tornato il freddone, ci avventuriamo in una zona del quartiere che finora avevo girato poco: ho trovato su internet un playgroup e voglio incastrarlo in questa mattinata che di solito è vuota.
Ci sarebbe un autobus che ci arriva comodamente, ma ho voglia di una bella passeggiata. Google maps mi avvisa che ci saranno circa 20 minuti di strada a piedi: si può fare.
Cammina cammina, dopo mezz’ora (perché Google maps non tiene conto che io ho un passeggino da spingere) arriviamo. Mi guardo intorno e non vedo nessuno. Sulla porta d'ingresso c'è l'insegna di una scuola materna, provo a bussare... La signora che mi apre mi spiega che il playgroup è stato sospeso e al suo posto hanno aperto una scuola. Uff! Tanta strada per nulla!
Odio gli imprevisti e questa cosa mi indispettisce parecchio! ...ma non è ancora nulla!
Decido che il ritorno sarà in autobus, anche perché Q inizia ad essere un po’ stanco e a lamentarsi. Mi incammino verso la via principale, lungo la quale si trovano le fermate, e intanto cerco il portafoglio nella borsa.
No! L’ho lasciato a casa! Che cavoli, devo tornare a piedi?!?!?!?
No, aspetta, forse ho qualche moneta in tasca. Cerco e trovo giusti giusti i due pound che mi porteranno a casa. Evviva!
Arrivo sulla via principale e vedo in lontananza il mio autobus che si sta avvicinando. Mi affretto verso la fermata e riesco a salire giusto in tempo! Pago il biglietto e mi sistemo nello spazio per le carrozzine.
Metto i freni al passeggino, tolgo il berretto a Q, tiro fuori un gioco dalla borsa per distrarlo un po’. Mi siedo e alzo lo sguardo sul display luminoso che indica il capolinea del viaggio. Mi viene un dubbio.
Guardo fuori dal finestrino e il dubbio diventa certezza: ho preso l’autobus nella direzione opposta! Mi sto tragicamente allontanando da casa!
Aiuto! Che faccio? Mentre passano le fermate resto stupidamente sull’autobus a farmi prendere dal panico.
Finalmente mi decido a scendere e mi guardo intorno: non so dove sono. Certo basterebbe attraversare la strada e prendere l’autobus nella direzione opposta, stavolta quella giusta. Ma non ho il portafoglio! Mi metto all’affannosa ricerca di altre monete, nelle tasche, nella borsa, nel portaoggetti del passeggino. Niente! Guardo addirittura per terra, sperando di trovare una banconota sfuggita a qualcuno (ma ‘ste cose capitano solo a Gastone…)
Inizio a camminare, con Q sempre più fastidioso, tornando indietro e sperando in un miracolo. Mi ci vorrà un’ora per tornare a casa…
Che faccio? Che avreste fatto voi?
Beh, io ho fatto la sfacciata (o come mi ha detto poi D, la sfigata!): ho fermato un tipo per strada e gli ho chiesto due pound! Giuro che mi veniva da piangere per la vergogna, ancor di più quando questo non aveva moneta ed è entrato in un negozio per cambiare i soldi! Oh mamma!!!
Esce dal negozio, si avvicina e mi allunga le monete. Io lo ringrazio e poi guardo nella mano: mi ha dato tre pound. Mi ha fatto la carità!
Che vergogna!
Mi sa che mi ci vorrà ancora un bel po’ di tempo prima di diventare londinese…..
Arrivo sulla via principale e vedo in lontananza il mio autobus che si sta avvicinando. Mi affretto verso la fermata e riesco a salire giusto in tempo! Pago il biglietto e mi sistemo nello spazio per le carrozzine.
Metto i freni al passeggino, tolgo il berretto a Q, tiro fuori un gioco dalla borsa per distrarlo un po’. Mi siedo e alzo lo sguardo sul display luminoso che indica il capolinea del viaggio. Mi viene un dubbio.
Guardo fuori dal finestrino e il dubbio diventa certezza: ho preso l’autobus nella direzione opposta! Mi sto tragicamente allontanando da casa!
Aiuto! Che faccio? Mentre passano le fermate resto stupidamente sull’autobus a farmi prendere dal panico.
Finalmente mi decido a scendere e mi guardo intorno: non so dove sono. Certo basterebbe attraversare la strada e prendere l’autobus nella direzione opposta, stavolta quella giusta. Ma non ho il portafoglio! Mi metto all’affannosa ricerca di altre monete, nelle tasche, nella borsa, nel portaoggetti del passeggino. Niente! Guardo addirittura per terra, sperando di trovare una banconota sfuggita a qualcuno (ma ‘ste cose capitano solo a Gastone…)
Inizio a camminare, con Q sempre più fastidioso, tornando indietro e sperando in un miracolo. Mi ci vorrà un’ora per tornare a casa…
Che faccio? Che avreste fatto voi?
Beh, io ho fatto la sfacciata (o come mi ha detto poi D, la sfigata!): ho fermato un tipo per strada e gli ho chiesto due pound! Giuro che mi veniva da piangere per la vergogna, ancor di più quando questo non aveva moneta ed è entrato in un negozio per cambiare i soldi! Oh mamma!!!
Esce dal negozio, si avvicina e mi allunga le monete. Io lo ringrazio e poi guardo nella mano: mi ha dato tre pound. Mi ha fatto la carità!
Che vergogna!
Mi sa che mi ci vorrà ancora un bel po’ di tempo prima di diventare londinese…..

:DDDDD
RispondiEliminaSecondo me, invece, stai entrando nello spirito giusto!
Pensa chi oggi ero anche io in bus con la carrozzina, ero uscita dallo spazio x carrozzine avvicinandomi all'uscita, quando una mamma con altrettanta carrozzina e bimba grande al seguito si e' fatta valere lamentandosi che non passava ed entrando da li' dopo che mi sono un po' scostata.... ebbene, mi ha rimproverata! Ed io che ho fatto pure la figura di quella che doveva scendere al "next stop" ed invece ce ne erano ben 3!!!!!
@ mammadesign: =D Quante figuracce faccio anch'io sugli autobus. Soprattutto quando c'è già un altro passeggino su e io devo incastrare Q dietro il palo... Oh mamma... ci fosse una volta che ci riesco al primo colpo! E poi per uscire altre mega manovre prendendo addosso a tutto e a tutti........
RispondiEliminaBeh, per come sono fatta io probabilmente non avrei chiesto niente a nessuno e mi sarei avventurata a piedi, nonostante il passeggino...
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