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lunedì 21 marzo 2011

VIA DI MEZZO


Esiste la via di mezzo?
E' possibile trovarla?
Nello specifico, è possibile trovare la via di mezzo tra due stili educativi, tra quello nel quale si è cresciuti e quello in cui ci si trova a vivere?

Dopo aver speso chilometri di parole per rispondere a un commento su questo tema, che ho ricevuto su questo post, ho deciso di cancellare tutto e di farne invece un post, perché l'argomento mi sembra particolarmente interessante.


Una delle mie blogger preferite scrive:


Strada facendo ho cercato di coltivare in me gli aspetti che più apprezzo di ognuna di queste culture e di non dare spazio agli aspetti che invece io stessa biasimo [...] ho cercato di coltivare in me gli aspetti tipicamente Italiani che trovavo positivi, ma ho cercato di abbandonare quelli che ritenevo negativi, per abbracciare modelli appresi da altre culture.
Io sicuramente sono molto lontana dalla "saggezza" di Letizia, ma in questi giorni, guardandomi intorno e pensando alle esperienze che sto vivendo, inizio a rendermi conto che sto lentamente cambiando.
Magari in modo impercettibile, piano piano.

Dopo quasi sei mesi di vita londinese, posso dire senza timore che qui non riuscirei mai a sentirmi propriamente a casa.
Troppe le differenze, troppi gli anni passati immersa nella stessa cultura (di piccolo paese, tra l'altro), troppa la nostalgia di casa.

Ma mi sto piano piano rendendo conto che, anche tornando in Italia, non riuscirei più a sentirmi a casa, o almeno non riuscirei più a sentirmi a casa come prima...

E credo che, inevitabilmente, nella mia vita (dovunque sarò) continuerò a cercare e a realizzare in me la "via di mezzo".

E questo non perché io decida coscientemente di pormi a metà tra i due mondi a cui ormai appartengo.
Non si tratta tanto di scoprire preferenze diverse, di apprezzare di più i "nuovi" stili piuttosto che i "vecchi" o di riconoscere maggiore validità ai valori di casa piuttosto che a quelli incontrati all'estero.

Il fatto è che incontrarsi con persone, stili educativi, abitudini diversi aiuta a relativizzare. A capire che "così come si fa a casa mia" non è l'unico modo possibile per crescere, educare, mangiare, curare, ecc. ecc.

Non è obbligatorio mettere il body ai bambini (ma io continuerò a farlo), non è indispensabile metterli a letto dopo che il sole è tramontato, non è necessario svezzare i bambini con l'omogeneizzato Plasmon.

Rimarrò sempre e in eterno italiana.
Ma saprò "coltivare" gli aspetti positivi della mia cultura, "abbandonando" quelli negativi, per "abbracciarne" di nuovi. O almeno spero.
Sarò la mia via di mezzo.

6 commenti:

  1. Carissima spero di non essere stata insensibile con i miei commenti. Se riuscirai a mantenere la tua italianita' anche vivendo in un altro paese credo che sara' di grande beneficio per tuo figlio. E' difficile dopo tanti anni lontana da casa (ormai per me sono 14) e forse se mio marito fosse italiano sarebbe statopiu' facile. Io ho lottato per almeno mantenere la lingua italiana.
    Pero' a volte veramente credo che crescere un bambino nella maniera italiana sia piu' stressante. Le mamme italiane si preoccupano di tuttomentre le mamme americane sono piu' rilassate. Forse e' per questo che hanno 3 o 4 figli?

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  2. Io sono sicura che troverai la tua via di mezzo!
    Così come sono sicura che non ti troveresti più a vivere in un piccolo paesino.

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  3. Io penso che tu stia facendo un buon lavoro. Credo che la via di mezzo esista e consiste proprio nel coltivare gli aspetti positivi della cultura italiana ed abbracciare gli usi positivi di un'altra cultura, proprio come ha fatto la saggia Letizia.

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  4. siiiiiiiii,italiana forevere,questo si che parlare...è come dico io ai miei alunni di fronte alle difficoltà della lingua inglese...cerchiamo di farci capire e di capire gli altri, tanto appena ci vedono...Italians!!!!?

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  5. Guardate che io sono una mezza matta!

    Comunque secondo me la via di mezzo esiste, e quando la si trova si può vivere a New York o in un paesino (mai dire mai!) continuando ad essere una versione migliore di sè stessi. L'unico problema è che la via di mezzo cambia in continuazione, tocca abituarsi ad andare avanti con set di certezze più limitato, un bagaglio più leggero insomma...

    L.

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  6. oh, cara la mia R!! questo post è molto saggio..scoprire e accettare (dopo un po' di perplessità iniziale) che esistono altri modi di vivere oltre a quelli a cui siamo sempre stati abituati è una delle conquiste più grandi, secondo me. E' proprio vero..ti permette di costruire la tua personale via di mezzo, raccogliendo le cose positive del vecchio e del nuovo. Sarai una fantastica via di mezzo! =) ti abbraccio forte...mi manchi proprio.

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